Soluzione Gnatologica, corso teorico-pratico per Odontoiatri, 10-11 marzo 2023, Milano. SCOPRI IL PROGRAMMA

Hooray!

Bite

Il Bite ha effetti collaterali?

Oggi parliamo ancora di Bite.

Spesso mi capita di sentire: metto un bite e poi vedo…

Pensiamo un attimo agli occhiali da vista. Non metto degli occhiali se non sono sicuro che vadano bene per me. Il concetto nella mia pratica è lo stesso, ovvero metto un Bite solo se è utile a correggere il problema del mio paziente!

Quindi prima di consigliarlo come terapia poniamoci delle domande:

  • quali sono i parametri occlusali che abbiamo analizzato per essere sicuri di prescrivere un Bite?
  • Può essere utile?
  • Qual è l’obiettivo che vogliamo raggiungere?

Parlando dei parametri analizzati, il metodo che utilizzo da più di 20 anni, la Kinesiologia Applicata all’odontoiatria, mi consente di effettuare sempre una diagnosi dell’occlusione corretta e quello che risulta dalle mie valutazioni quotidiane è che molte volte il Bite non è la terapia adeguata.

Spesso oltre a essere inutile è anche controindicata per molti pazienti. Vi spiego il perché.

Tutto parte da un concetto molto semplice:

la nostra bocca è ricchissima di sensori – nei denti, intorno ai denti, a livello dell’articolazione temporo-mandibolare – e quando eseguiamo qualunque tipo di terapia ci confrontiamo inevitabilmente con questi sensori.

Quando inseriamo un bite modifichiamo il rapporto fra le arcate, cambiando l’occlusione del paziente.

inseriamo qualcosa fra i denti che va a stimolare i sensori i quali trasmettono il segnale al sistema nervoso centrale.

Se questo segnale rientra nei parametri fisiologici, cioè di un’occlusione corretta, il Bite si rivela utile altrimenti si scatenano una serie di possibili scenari:

  1. il paziente toglie il Bite perché non lo sopporta 
  2. Il paziente dopo qualche giorno di miglioramento o lieve miglioramento, comunica allo studio che non riesce a portarlo, lo toglie di notte, non lo usa più di tanto
  3. Il paziente super-scrupoloso segue alla lettera le indicazioni del dentista nonostante il Bite non sia comodo.

Ecco quest’ultima evenienza è la più pericolosa perché potrebbe portare al manifestarsi di problemi posturali.

Infatti quando il bite non è indicato può determinare una iperestensione del capo causata da iperattivazione dei muscoli cervicali. Questo si traduce in possibili episodi di cervicalgia e/o disturbi a carico delle spalle.

Oltretutto dal momento che la prima vertebra cervicale (atlante) ruota in accoppiamento con l’ultima vertebra lombare, esattamente come i cardini di una porta, si possono manifestare anche episodi di lombalgia e se consideriamo che il paziente può essere già portatore di problemi a carico della cervicale e della zona lombare questo tipo di terapia potrebbe aggravare un quadro clinico già delicato.

Per fortuna dato che stiamo parlando di un dispositivo amovibile, evitando l’uso del Bite la sintomatologia dovuta proprio alla sua prescrizione errata può essere ancora risolvibile, almeno quella dovuta al Bite!

Concludendo quindi possiamo dire che “Metto un bite e poi vedo” non è MAI un approccio corretto ai problemi occlusali.

Personalmente consiglio un bite solo dopo un’attenta analisi KINESIOLOGICA dalla quale effettivamente emerga un problema occlusale risolvibile col Bite.

Se sei un professionista del settore e vuoi imparare a eseguire una diagnosi Kinesiologica sui tuoi pazienti puoi accedere al videocorso acquistabile al link:
o anche iscriverti alla mia newsletter inviando un’email di richiesta a drmartinocorsi@gmail.com per ricevere aggiornamenti e conoscere le date dei prossimi corsi in presenza.

Grazie e alla prossima.

La Gnatologia e il metodo della Kinesiologia Applicata, SCOPRI I MIEI CORSI >> ONLINE IN PRESENZA<<