Il perchè della Kinesiologia Odontoiatrica

by Umberto Martino
Umberto Martino

Correva l’anno 2002, avevo iniziato la libera professione da qualche anno. Come molti avevo frequentato corsi di formazione e di approfondimento sui vari aspetti, endodonzia, chirurgia e protesi.

All’inizio quando inizi a fare protesi ti preoccupi tanto di come si prepara un dente. Sicuramente un aspetto fondamentale della procedura . In quel periodo poi si facevano ancora dispositivi protesici amovibili, con ganci , attacchi, si faceva della protesi conometrica.

Pensandoci bene non so se la protesi fosse più facile allora o più facile da quando si è cominciato a trattare i pazienti con riabilitazioni prevalentemente su impianti. La scheletrica , se la volevi fare bene, era piuttosto complessa. Poi però, dopo un inizio direi entusiasmante, cominciò la crisi dell’occlusione!

Questo discorso di prendere le cere…l’analisi più raffinata prevedeva tre cere, fare il modello splitcast, ecc… poi tanto per non farsi mancare nulla, durante la presa della cera , si utilizzava l’ossido di zinco eugenolo, per rendere più precisa la chiave occlusale. nel frattempo all’orizzonte comparivano , o forse ne ero venuto a conoscenza tardi, i primi siliconi per la registrazione occlusale.

Bellissima la fase di presa della cera, dura mi raccomando!  Si manipolava la mandibola del paziente , accompagnandola con la nostra mano , nei movimenti di apertura e chiusura.

Il bello è che durante la manovra dovevi anche spingere la mandibola leggermente indietro…ma di quanto? Un pò rispondeva il relatore . Vediamo? Così guarda… tu guardavi e alla fine ti sentivi più cretino di prima.

Tornato a casa , non sapevi quello che facevi , ma cercavi di farlo al meglio :))).

Per non parlare poi di tutto il discorso di archi facciali , articolatori…ecco non sono arrivato al pantografo e articolatore a valori individuali , perchè non mi sentivo all’altezza e quindi preparato e degno di dispositivi così raffinati. La ritenevo roba per pochi eletti !!!

In ogni caso, lo studio e gli approfondimenti proseguivano con l’ascolto di luminari della gnatologia, dal Piemonte alla Lomabardia , al Lazio ( per non citare nomi ), girando mezza Italia, in  lungo e in largo, prof. italiani e stranieri…questi ultimi poi te li raccomando!!!

Nel frattempo si facevano spazio nuove ipotesi e regole…

Sapete che c’è? Questa mandibola deve essere manipolata non più in alto e in dietro, ma più in alto e in avanti!!!

Mentre io cercavo quella posizione retrusa , prima più retrusa , poi retrusa ma non troppo, qualcuno mi bussava sulla spalla…amico! Non più retrusa ma in alto e in avanti! Ah ok!

Evvvia per nuove avventure!

Dopo aver letto di tutto…quelli della relazione centrica, quelli della centrica lunga, quelli della miocentrica, quelli dei due punti segnati sul naso e mento per la rilevazione della dimensione verticale, poi quelli del bite maraviglia : di stabilizzazione , di michigan, di riposizionamento, di  avanzamento. chi  lo fa sopra chi lo fa  sotto,

Un manicomio!

Io che alla fine ne sapevo di più ma proprio per questo ancora più incasinato nella testa. Ne sapevo abbastanza da rendermi conto che qualunque tecnica giudicata soprattutto scientifica presentava lacune incolmabili.

Lacune che di fronte al paziente si traducevano in difetti e confusioni procedurali.

Attenzione! La domanda o le domande , nonostante l’applicazione corretta delle metodiche, rimanevano  sempre le stesse:

Che tipo di malocclusione mi trovo davanti ?

Qual e’ la dimensione verticale di questo paziente? Corretta oppure no?

La linea mediana non è corretta, c’è laterodeviazione? Se si,  quanto è ?

Ho preso una chiave occlusale, sarà corretta ?

Il tecnico mi chiama e mi dice : non c’e’ spazio sufficiente, posso alzare un pò?

Che faccio? Che gli rispondo? Si o no ?

Qualcuno mi dice che l’analisi estetica può aiutare , quindi  se la ceratura torna , si puo’ rialzare …ma si…chi se ne…

Calzo il manufatto ma lo si avverte leggermente alto : ritocco ? Certo ma di quanto ? Oppure e’ meglio lasciargli il rialzo per dargli lo stop corretto ?

Che casino!

Poi arriva quello che sente un “click”. Che faccio? Glielo faccio? Si o no?

Bite o non bite ? Ma si! Tanto se non glielo faccio io glielo fa un altro.

Provo , glielo faccio pagare non tanto , gli dico onestamente che proviamo, così al massimo se non funziona , non si incazza!

Dimenticavo…e il gig? Non il robot d’accaio…gig proprio un gig per sprogrammare…ok per quanto tempo? Un giorno o due? Una settimana? Un mese ?

E le piste? Non quelle che state pensando …piste !

Vere e proprie piste montate come valli occlusali sui quali intercettare la funzione masticatoria del paziente.

Che può avere un senso anche se a me non piace perchè il rischio è di registrare la funzione masticatoria individuale del paziente , cioè quella abituale che lo ha portato da me per risolvere il problema!

Quindi non certo utilizzabile per un nuovo progetto occlusale!

Eppoi…. se il paziente ha bisogno di ricostruire solo i tavolati occlusali, paziente dentulo…

Che faccio? A quel punto le piste ce le facciamo in due :))

Qualcuno si ricorda la teoria del compasso occlusale?

Minchia ma quante ne ho viste!  E quante ne ho sentite!

Basta!

Poi un giorno chiacchierando con un grande dentista, cultore della materia odontoiatrica, un collega che non finirò mai e poi mai di ringraziare mi chiede:

“Hai mai sentito parlare di Kinesiologia Applicata?”  – Caddi dal pero, “no mai sentito”.

Hai mai sentito parlare del Dr. Gianmario Esposito? Di Meersseman?” – “Dr. Gianmario Esposito no, non lo conosco. Meersseman il dottore, prof. in chiropratica si”

A quel tempo sapevo che il Dr. Meersseman era il Direttore dello staff medico del Milan calcio.

Avevo sentito dire che Meerseman dava molta importanza all’occlusione come possibile causa di problemi posturali.

La chiropratica a Como ha sempre avuto uno dei centri più importanti d’Europa.

Con orgoglio posso dire che ci collaboro da qualche anno, per i problemi occlusali legati alla postura. Del resto è un chiropratico lo scopritore della Kinesiologia Applicata.

Oggi tutti i chiropratici più famosi al mondo utilizzano il metodo della kinesiologia, comunque, ritornando al discorso, il mio collega mi disse:  “il Dr. Gianmario Esposito, a Varese, organizza un corso sulla Kinesiologia Applicata, 5 livelli. Tu segui pure il primo livello, se ti piace e ti convince prosegui o, altrimenti pianta tutto”.

Ogni livello era di due giorni e mezzo, venerdì e sabato dove si insegnava di tutto , lezioni rivolte alla postura nel suo insieme ,tranne che di denti e di occlusione.

Per la gnatologia c’era la domenica mattina.

Quindi, di tutto il percorso formativo, solo l’ultima mezza giornata era dedicata all’odontoiatria .

Ricordo ancora le mie sensazioni di tutte le sere alla fine della giornata di corso: intontito, come se fossi uscito da una serata alcolica, incredulo, stupito, meravigliato…

Mi dicevo : non è possibile ! Eppure ero stato li a vedere con i miei occhi. Non potevo non riconoscere che il metodo funzionava , era logico , chiaro. Il test muscolare ti permetteva di accedere a quelle informazioni occlusali altrimenti imprendibili.

Mediante il test potevi rilevare la posizione spaziale della mandibola…prima di tutto in diagnosi, quindi capire il paziente al momento della visita, e poi , al momento della terapia. Individuare la soluzione corretta e seguirne il percorso fino alla risoluzione del caso. Determinare la corretta posizione dei condili rispetto a ciascuna cavità glenoide…a proposito :

hai mai visto in cbct i condili di un paziente in disfunzione? Ti accorgeresti che hanno due anatomie diverse, frutto del movimento patologico perpetuato nel tempo. Vedresti spesso: e non mi riferisco ai pazienti cosiddetti disfunzionali, perchè anche un paziente sottoposto a quattro terapie conservative  può essere disfunzionale…,

in poche parole non c’entra coi bite.

L’aspetto più affascinante del metodo kinesiologico era che tu potevi verificare in ogni momento tutto l’asset occlusale, intercettare le interferenze, ma non solo di quel determinato e specifico dente, ma soprattutto di quel versante di quel dente in particolare.

E niente …i livelli poi li feci tutti . Ma ne avrei fatti ancora altri cinque e poi ancora cinque. mi ero innamorato, non di Gianmario ovviamente ma del suo metodo!

Da allora di acqua ne e’ passata. dopo anni di successi clinici , sempre entusiasmanti, ogni caso vissuto come il primo, meraviglia!

Dal 2008 è iniziato il percorso nel mondo dello sport di livello professionistico, hai presente ai massimi livelli?

Le difficoltà sono state innumerevoli e , nonostante i successi clinici , oltre ogni ragionevole dubbio, ho dovuto scontrarmi con colleghi medici, medici sportivi, fisioterapisti.

Tutto questo di fronte, ripeto, ai risultati, quindi,  fatto vedere e potuto apprezzare le potenzialità!

Martella e martella poi qualcuno con la mente aperta mi ha ascoltato , e apprezzato e , alla fine, mi ha voluto nel suo team.

Il mondo sportivo e’ ancora sordo ma perchè e’ nel nostro campo che regna la confusione, per non parlare di quelli che sono convinti delle chiacchiere e la chiamano “scientificità”

Non e’ colpa dei medici sportivi o di altre figure sanitarie. Ma colpa nostra che lanciamo notizie distorte, spesso contrastanti, per cui colleghi di altre discipline hanno finito per non ascoltarci.

Pero’ ammettiamo che nella storia dello sport si sono fatti più plantari che bite, assurdo! Semplicemente assurdo.

Ma il mondo sta cambiando, poco alla volta ma sta cambiando.

La diffusione del metodo della kinesiologia odontoiatrica prosegue, fa proseliti ed  e’ inevitabile!

Chi partecipa a un mio corso, glielo  lo dico sempre:

dopo non sara’ piu’ come prima!

Che sul momento magari fa simpaticamente sorridere ma alla fine… se ripeto la stessa frase … come dice il grande Cannavacciuolo “quando la assaggi, capisci!

Caro collega che hai letto la mia storia… questa storia può essere anche la tua

Quelli che ti dicono …ma si …facendoti capire che tutto questo non serve, mettili alla prova i vari esperti! Vedrai che per te non avranno mai una risposta convincente ad una domanda sull’occlusione. E piu’ ne farai meno risposte avrai . Ti faranno capire però che loro ne sanno …

      Cosa Ti aspetti? E cosa aspetti?

Guarda il mio blog, leggi qualche mio articolo, i casi risolti.

La nostra, la tua quotidianità ne può uscire brillantemente .

You may also like

Leave a Comment

* By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.