Soluzione Gnatologica, corso teorico-pratico per Odontoiatri, 10-11 marzo 2023, Milano. SCOPRI IL PROGRAMMA

Hooray!

La gnatologia del 5° millennio

Dolore all’atm di sinistra e dolore all’anca destra: cos’hanno in comune?

Ti dò un indizio anzi la parola chiave : MOLAGGIO SELETTIVO, terminologia utilizzata e praticata solo sui libri!

Dicesi molaggio selettivo quella terapia che prevede il ritocco o i ritocchi di eventuali interferenze dentali con lo scopo di raggiungere un equilibrio occlusale.

Bene, la mettiamo in pratica?

Premessa di tutte le scuole più accreditate di Gnatologia: Primum non nuocere!

E fin qui ci sto perchè è la prima cosa da fare, è il principio più importante alla base della professione medico-odontoiatrica.

Mai e poi mai effettuare terapie invasive con lo scopo di trattare casi “ Gnatologici “, al massimo un “ Bite “, che comunque potrebbe avere un effetto placebo , al massimo si può buttar via se non funziona ma almeno non si è arrecato un danno al paziente!

Ma sui libri il molaggio selettivo è contemplato, lo spiegano!

Per cui dopo aver spiegato al paziente che la terapia è possibile, che gli effetti potrebbero non sortire l’effetto sperato, cioè curare ma non guarire, otteniamo il suo consenso informato possiamo procedere…PAURAAAAAAAA…

MA ASPETTA! vediamo cosa dice un grande Luminare, il Prof. Sandro Palla:

Molaggio selettivo

Senza una chiara indicazione non si deve intraprendere un molaggio selettivo.

Obiettivi del molaggio selettivo sono la stabilità occlusale e un massimo contatto tra i denti.

Mi sto facendo addosso dalla paura!

Il molaggio selettivo è indicato:

In presenza di trauma occlusale primario

domanda : sai qual è il trauma occlusale primario? Cos’è? L’esito di un cazzotto?

Oppure la masticata di pezzo di pane di Altamura? Non so non capisco

Come identificare un trauma occlusale primario e individuarne l’entità? Booh…

Dopo un trattamento ortodontico qualora l’occlusione non sia corretta

domanda : quale dente ritoccare perchè come diceva il mio maestro Gian Mario Esposito un contatto dentale a seconda delle situazioni cliniche può in alcuni casi rappresentare l’interferenza ma può in altri rappresentare il freno necessario , il contatto da salvare, per evitare ad esempio una ulteriore laterodeviazione della mandibola, il contatto da salvare per mantenere quel minimo di dimensione verticale residua.

Quindi ? Che faccio ? Cosa ritocco per stabilizzare l’occlusione ? Ritocco fino a quando non compaiono altri contatti sui denti per ottenere la sognata fenice ?

Insomma quanto ritocco e poi , prima di inserire un retainer o placca di contenzione, faccio ulteriori sedute di controllo per le eventuali verifiche?

Glielo dici tu all’ortodontista di aspettare la fine della tua terapia Gnatologica ? Booh…

In correzioni occlusali preprotesiche solamente nei casi in cui l’occlusione non venga ricostruita

domanda: ma se i molaggi possono essere eseguiti per la correzione occlusale preprotesica, vuol dire che i molaggi possono essere praticati per ottenere il bilanciamento occlusale ma senza prevedere la ricostruzione occlusale , quindi protesica?

E che terapia occlusale preprotesica è senza che sia prevista la terapia protesica Booh…

altrimenti l’occlusione verrà corretta tramite la costruzione di un provvisorio corrispettivo

E quì mi torna perchè anziché prevedere un molaggio selettivo si può procedere direttamente alla costruzione del manufatto provvisorio.

Nei pazienti mioartropatici in cui l’occlusione sia eziologicamente coinvolta.

NON CAPISCO!

Intanto vuol dire che c’è una relazione fra occlusione e ATM? BENE A SAPERSI !

Ad oggi infatti le associazioni di Gnatologia più accreditate sostengono che questa relazione non è dimostrata scientificamente!

Per cui nei pazienti in cui sia stata riscontrata a carico dell’ATM una patologia articolare di tipo infiammatorio-cronica, un’ autoimmunità prodotta da qualche innesco infettivo del tipo ad esempio Chlamydia Trachomatis o altro, una artrite reumatoide, diciamo in generale un patologia cronica con il rispettivo danno organico del distretto articolare, il molaggio può essere praticato , quando via sia anche una componente interferente a livello occlusale…

Altra definizione di Molaggio Selettivo : Prof. Sandro Prati , Prof.ssa Nicoletta Zerman

1) Aggiustamento occlusale : l’aggiustamento occlusale per sottrazione è indicato solo quando la quantità di materiale dentale da togliere è minima.

domanda : è il concetto di sottrazione minima che non capisco, cioè quando ho ritoccato un pò, è sufficiente oppure posso ritoccare ancora un pò? Per minimo s’intende un decimo, due decimi, tre decimi e cosi via ? Booh

2) Nei DCM solo se si ritiene l’occlusone fattore o co-fattore eziologico

Ritornando alla letteratura, se la relazione fra occlusione e e DCM non è dimostrata scientificamente , non posso ritenere che i denti rappresentino il co-fattore eziologico, per cui al momento tale indicazione clinica non può essere presa in considerazione, quindi no aggiustamento occlusale!

Obiettivi dichiarati , uno dei quali:

ottenere una DVO accettabile per il sistema muscolo-articolare

E QUI’ L’AFFARE S’INGROSSA…

1) come faccio a sapere da quale dimensione verticale sto partendo ?

2) la DVO del paziente è corretta ? Perchè se è corretta , posso azzardare un molaggino,

dopo essermi fatto il segno della croce naturalmente

Eliminazione Precontatti:

I precontatti vanno eliminati solo se rappresentano l’unico ostacolo per il realizzarsi della PIM (posizione di massima intercuspidazione) FISIOLOGICA.

Infatti in certi casi è tanta e tale la differenza tra la posizione fisiologica della mandibola e la PIM abituale che l’eliminazione dei precontatti determinerebbe la distruzione di troppo materiale dentale e non permetterebbe comunque il realizzarsi di una PIM fisiologica.

A QUESTO PUNTO BUTTO VIA LA TESTA

Posto che la PIM fisiologica sia il punto di arrivo , (non solo ovviamente del molaggio selettivo), come faccio a sapere se ho raggiunto , diciamo ottenuto una occlusione in PIM fisiologica?

Come la misuro ? Dove lo trovo questo numero ? Dovrei capirlo dall’ottenimento di contatti dentali corretti ( cosa vuol dire corretto ? )… ah contatto dente due denti? Contatto cuspide fossa?

ma poi come faccio a misurare la distanza fra PIM abituale e PIM fisiologica così da calcolare l’eventuale molaggio?

Mi è venuto il mal di testa , ho di là il paziente in poltrona con un problema occlusale e sono pieno di tante informazioni teoriche ma in mano non ho un protocollo di approccio affidabile, sia per la diagnosi che per la terapia!!!

Sto preparando il corso di gnatologia e relazione posturale del 5° millennio

imparerai pochissimi concetti sull’occlusione, quelli che ti chiariranno la materia

t’insegnerò il test kinesiologico, l’unico vero metodo di decodifica della patologia occlusale e posturale.

attenzione!

ti farò saltare molti passaggi kinesiologici, tutto un giro di ragionamenti che non servono a nulla se non a farti perdere tempo

ti illusterò il test muscolare eseguito su vari fasci muscolari, perchè hanno un senso nell’insegnamento teorico,

per la tua attività pratica ti insegnerò solo due tipologie di test, lavoreremo su due gruppi di muscoli e stop!

Ti porto io nel 5° millennio dell’occlusione

sai cos’hanno in comune i due casi clinici ?

1) dolore all’ atm di sinistra

2 ) dolore all’anca destra

il primo caso è un dolore ingravescente all’ atm risolto con un molaggio selettivo

il secondo caso è rappresentato da un dolore all’anca con limitazione funzionale della stessa su un ragazzo di 35 anni, risolto allo stesso modo con un molaggio selettivo

Qual è dunque la differenza terapeutica? Risposta: nessuna !

A proposito… vuoi vedere un caso di molaggio selettivo?

vuoi vederne il video?

vuoi sentire la testimonianza del paziente?

lasciami la tua mail, sarò felice di dimostarti le potenzialità della metodica che potrai apprendere anche tu!!!

References:

2001, Ed. RC Libri – Prof. Sandro Palla PARAGRAFO: MOLAGGIO SELETTIVO TRATTO DA : “Mioartropatie del Sistema Masticatorio e dolori orofacciali”

Ed. Martina – “Gnatologia clinica e disordini craniomandibolari, diagnosi e terapia”
Prof. Sandro Prati , Prof.ssa Nicoletta Zerman